La nuova Tesla Roadster ha volato. Dopo anni di promesse, rinvii e anticipazioni, la presentazione del 15 ottobre 2026 ha portato la sportiva elettrica su una rampa e poi in aria. È il momento che ha fatto il giro dei social, ma fermarsi al salto significherebbe perdere la parte più interessante: sotto quella carrozzeria completamente ridisegnata c’è un progetto che mette insieme aerodinamica attiva, aspirazione del sottoscocca e propulsori a gas freddo.
La sorpresa continua leggendo le schede ufficiali. Tesla distingue Performance, Thrust e Rocket, con destinazioni d’uso e persino numeri di posti diversi. Il sito italiano attribuisce a Thrust uno 0–100 km/h in meno di un secondo; Rocket è invece la configurazione monoposto presentata come capace di volare, e non è approvata per le strade pubbliche. Ecco tutti i dettagli verificati, con immagini e riferimenti ai filmati Tesla.
Nuova Tesla Roadster: le novità in breve
- Tre configurazioni: Performance per la strada, Thrust orientata alla pista e Rocket solo su invito.
- Due posti su Performance e Thrust, uno su Rocket.
- Thrust sotto il secondo sullo 0–100 km/h: è il dato dichiarato sulla pagina italiana, da distinguere dallo 0–60 mph americano.
- Aerodinamica attiva e aspirazione multimodale: il progetto cerca deportanza anche quando la vettura è ferma.
- Propulsori a gas freddo: posteriori su Thrust, distribuiti lungo il perimetro su Rocket.
- Nuovo abitacolo: sterzo steer-by-wire, interni Ultrawhite, microsuede e materiali leggeri.
- Disponibilità italiana da verificare per ciascuna configurazione: la presenza sul sito locale non elimina i limiti normativi.
In questa guida: versioni a confronto, prestazioni, aerodinamica, tecnologia SpaceX, design, interni, Italia e disponibilità, video ufficiali e domande frequenti.
La presentazione: il momento in cui la Roadster si è staccata da terra
La dimostrazione ha trasformato in immagini una promessa che accompagnava il progetto da tempo. Vedere un’automobile percorrere la rampa e ritrovarsi sospesa sopra il terreno è stato decisamente diverso dall’assistere all’ennesimo lancio da fermo. Il fumo, le luci e la struttura della rampa hanno reso la scena ancora più insolita.
È anche importante capire che cosa documenta quella sequenza: una dimostrazione organizzata in un’area controllata. Non significa che si possa decollare dalla strada, sorvolare il traffico o utilizzare liberamente tutte le funzioni mostrate. La distinzione tra le tre configurazioni serve proprio a leggere correttamente lo spettacolo della presentazione.

Performance, Thrust e Rocket: le differenze
Parlare genericamente di “Roadster che vola” rischia di mescolare prodotti diversi. Nella presentazione online Tesla propone Performance come configurazione di partenza e colloca Thrust e Rocket tra i potenziamenti. Non tutte le capacità raccontate appartengono quindi alla stessa vettura o alla versione destinata alla strada.
| Configurazione | Posti | Caratteristiche dichiarate | Destinazione indicata |
|---|---|---|---|
| Performance | 2 | Aerodinamica attiva e aspirazione multimodale | Strada; su prenotazione |
| Thrust | 2 | Aspirazione e propulsori posteriori a gas freddo; 0–100 km/h sotto 1 secondo sul sito italiano | Pista; versione limitata |
| Rocket | 1 | Aspirazione e propulsori perimetrali per spinta in avanti, verso l’alto e controllo della rotazione | Solo su invito; non approvata per strade pubbliche |
Performance: la Roadster da guidare su strada
Performance mantiene due posti e concentra il progetto su aerodinamica attiva e aspirazione sotto la vettura. È la configurazione che Tesla descrive come pronta per la strada. Questo non autorizza a trasferirle automaticamente le prestazioni ottenute con i propulsori aggiuntivi o le capacità di volo di Rocket.
Thrust: il potenziamento per la pista
Thrust mantiene l’abitacolo a due posti e aggiunge i propulsori posteriori a gas freddo. È presentata come una versione limitata orientata alla pista. La spinta supplementare è il dettaglio che accompagna l’accelerazione estrema dichiarata da Tesla Italia.
Rocket: una monoposto con capacità di volo
Rocket cambia impostazione: un solo posto, accesso su invito e propulsori lungo il perimetro. Tesla attribuisce a questa configurazione accelerazione in avanti e verso l’alto, oltre al controllo dei movimenti rotazionali laterali. La nota sull’assenza di approvazione per le strade pubbliche è parte integrante della descrizione, non un dettaglio da lasciare in fondo alla pagina.

Tesla Roadster: 0–100 in meno di un secondo, ma su quale versione?
Il dato più immediato da ricordare è quello pubblicato sul sito italiano per Thrust: da 0 a 100 km/h in meno di un secondo. È una dichiarazione del costruttore, non il risultato di una nostra prova o di una misurazione indipendente.
Per leggerlo bene servono tre informazioni: la configurazione della vettura, l’unità di misura e le condizioni del test. 0–60 mph e 0–100 km/h non sono la stessa prova: 60 miglia orarie corrispondono a circa 96,6 km/h. Un tempo americano non si può quindi ripubblicare cambiando semplicemente l’etichetta in chilometri orari.
La pagina statunitense riporta per Thrust uno 0–60 mph sotto il secondo, mentre quella italiana parla di 0–100. Nell’articolo manteniamo i dati nel loro contesto, senza ricavare un tempo preciso che Tesla non specifica nella relativa scheda. Mancano inoltre, nei testi qui esaminati, dettagli sufficienti per confrontare ogni risultato con una normale prova su strada.
La curiosità, a questo punto, non riguarda soltanto il cronometro. Sarà interessante capire la ripetibilità delle prestazioni, la gestione del gas e il comportamento durante una sessione completa: aspetti che un singolo lancio spettacolare non può descrivere da solo.
Aerodinamica attiva e aspirazione: perché può generare carico anche da ferma
Una delle idee centrali è produrre aderenza senza affidarsi soltanto all’aria incontrata avanzando. Un’ala tradizionale dipende dalla velocità del flusso; un sistema attivo di aspirazione può invece creare una differenza di pressione sotto il veicolo anche quando la velocità dell’auto è molto bassa.
Tesla descrive una combinazione di ventole multimodali e sigillatura verso il terreno: l’aria viene estratta dal sottoscocca per generare deportanza. Il costruttore afferma che l’aspirazione può raggiungere una forza sufficiente a sostenere la vettura capovolta anche da ferma. È una capacità dichiarata da Tesla, da distinguere dall’omologazione e dalle condizioni reali di impiego.
Il progetto affianca alle ventole ali ed elementi aerodinamici mobili. La pagina americana spiega che Track Mode abbassa l’auto e modifica l’assetto delle sospensioni, con configurazioni ad alto carico oppure a bassa resistenza da utilizzare in pista. In altre parole, la Roadster cerca di adattare la propria forma e il proprio assetto al tipo di prestazione richiesto.

Propulsori a gas freddo, serbatoi COPV e tecnologia SpaceX
Il collegamento con SpaceX entra nella parte tecnica. Nei propri aggiornamenti Tesla spiega che trasferire su un’automobile tecnologie di propulsione usate in ambito spaziale ha richiesto nuovi componenti e nuovi controlli. Non si tratta quindi di montare semplicemente un motore di razzo sotto un’auto.
La definizione gas freddo indica una spinta ottenuta dall’espulsione di gas pressurizzato attraverso ugelli, senza confonderla con la combustione di un normale motore a razzo. Tesla mostra anche i COPV, serbatoi a pressione avvolti in fibra di carbonio, distribuiti negli spazi utilizzabili della vettura.
Per Rocket il controllo della spinta deve servire anche alla stabilizzazione quando l’auto non poggia sul terreno. La descrizione ufficiale parla di attuatori elettrici capaci di effettuare piccole correzioni in frazioni di secondo. Una funzione molto diversa dal semplice contributo alla spinta longitudinale dei propulsori posteriori di Thrust.
Questo aiuta anche a evitare un equivoco: la nuova Roadster non monta i grandi motori Raptor di Starship. Il riferimento corretto, nei materiali del progetto, è ai propulsori a gas freddo e ai relativi sistemi di pressione e controllo.
Design della nuova Roadster: fari nascosti, Anodized White e vetri dorati
Il cambiamento rispetto al prototipo del 2017 è evidente. Le immagini ufficiali mostrano un frontale basso, superfici più nette e una coda attraversata da una firma luminosa orizzontale. Le portiere si aprono verso l’alto, mentre le parti aerodinamiche cercano di integrarsi nella carrozzeria quando non sono in configurazione estesa.

Tra i dettagli indicati da Tesla ci sono fari a scomparsa, fanale posteriore a tutta larghezza, superfici aerodinamiche a filo e ruote ultraleggere con razze sottili. La pulizia delle forme non significa quindi assenza di componenti: molti sono progettati per emergere o cambiare funzione quando serve.

La finitura Anodized White richiama tecniche del settore aerospaziale. Anche la vetratura dall’aspetto dorato segue questo tema, con un riferimento visivo alle visiere delle tute spaziali e dettagli in titanio. L’ispirazione dichiarata non va però trasformata nell’affermazione che un’auto stradale sia certificata per affrontare l’ambiente spaziale.

Interni: Ultrawhite, microsuede, steer-by-wire e sedile fisso
L’abitacolo abbandona l’idea di una piccola berlina sportiva e appare costruito attorno al posto guida. I sedili bianchi contrastano con superfici scure, dettagli grigi e illuminazione rossa. La microsuede compare anche sui fianchetti, con l’obiettivo dichiarato di migliorare il sostegno del corpo.

La pagina americana specifica che il volante yoke è progettato per lo sterzo steer-by-wire e che il touchscreen centrale è affiancato da due piccoli display anteriori per le informazioni di guida. La descrizione italiana consultata non riporta tutti questi dettagli: li teniamo quindi distinti dalle specifiche locali.
Lo steer-by-wire trasmette elettronicamente i comandi di sterzata; non va confuso con la guida autonoma. Il fatto che il sistema gestisca il collegamento tra volante e ruote non rende la vettura capace di guidare da sola.
Tesla cita posizione del sedile fissa, comandi manuali, magnesio, titanio e fibra di carbonio nella strategia di contenimento della massa. Il significato pratico è una progettazione attenta al peso, ma le informazioni pubblicate non bastano a inventare un valore finale in chilogrammi o a descrivere regolazioni dell’abitacolo non mostrate.
Prezzo, uscita e disponibilità in Italia: cosa sappiamo davvero
Il sito italiano include il collegamento alla prenotazione e presenta Performance, Thrust e Rocket. Questo non equivale alla conferma che tutte e tre siano acquistabili, consegnabili e utilizzabili in Italia nelle stesse condizioni. Tesla subordina la disponibilità ai requisiti legali delle singole regioni e avverte che Rocket potrebbe non essere disponibile ovunque.
La scheda contiene inoltre una nota che riferisce le caratteristiche e le specifiche mostrate al potenziamento opzionale Thrust. Per questo è necessario leggere insieme tabella, descrizioni e avvertenze: le funzioni più estreme non vanno attribuite automaticamente alla Performance di base.
Prezzo finale italiano, calendario di consegna e configurazione omologata per il nostro mercato non sono definiti dalle schede esaminate. Non riportiamo quindi come listino attuale i prezzi circolati per il vecchio prototipo, e non confondiamo un eventuale deposito di prenotazione con il costo completo dell’auto.
Allo stesso modo, non trasferiamo al nuovo progetto i vecchi dati di autonomia, capacità della batteria, velocità massima o numero di motori senza una nuova conferma. Una Roadster riprogettata merita una scheda aggiornata, non un collage di numeri annunciati in anni diversi.
Continueremo a seguire gli aggiornamenti nella nostra sezione dedicata alla Tesla Roadster, distinguendo gli annunci dai passaggi effettivi verso la produzione e la consegna.
Video ufficiali Tesla: dove rivedere la Roadster
Per osservare l’auto in movimento e riguardare il contesto della dimostrazione, questi sono i riferimenti originali pubblicati da Tesla. Qui puoi rivedere il filmato di presentazione e la diretta completa dell’evento.
- Roadster: il video ufficiale Tesla di presentazione del nuovo progetto.
- La diretta ufficiale dell’evento Roadster pubblicata da Tesla.

Domande frequenti sulla nuova Tesla Roadster
La Tesla Roadster può davvero volare?
La presentazione ha mostrato una dimostrazione con la vettura in aria. Tesla attribuisce la capacità di volo alla configurazione Rocket, monoposto e non approvata per le strade pubbliche. Non è una capacità da estendere automaticamente a ogni Roadster.
Quale Roadster fa 0–100 in meno di un secondo?
Il sito Tesla Italia riporta questo dato per Thrust, il potenziamento a due posti con propulsori posteriori a gas freddo. Si tratta di una prestazione dichiarata dal costruttore.
Quanti posti ha la nuova Roadster?
Performance e Thrust sono descritte con due posti; Rocket con uno. Il vecchio abitacolo a quattro posti non descrive queste nuove configurazioni.
La Roadster Rocket è utilizzabile su strada in Italia?
Tesla specifica che Rocket non è approvata per le strade pubbliche e che la disponibilità varia per regione. La sua presenza nella pagina italiana non costituisce un’approvazione per la circolazione.
Qual è il prezzo della nuova Tesla Roadster?
Le schede ufficiali analizzate non consentono di indicare un prezzo finale italiano aggiornato per ciascuna configurazione. Eventuali importi di prenotazione vanno letti separatamente dal listino finale.
Una presentazione che lascia parecchie cose da riguardare
La scena del volo è quella che ci resterà in testa, ma la Roadster interessa anche per tutto ciò che la rende possibile: come costruisce il carico aerodinamico, come controlla la spinta e quanto cambia passando da una configurazione all’altra. Ora la parte più stimolante sarà seguire il progetto oltre il palco, con prove ripetibili, specifiche definitive e informazioni concrete per chi vorrà guidarla.
Quanto al design, la discussione è apertissima. Le nuove linee sono una rottura evidente con il passato: voi preferite questa Roadster oppure eravate affezionati al prototipo precedente?
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Alessandro Marmaglio
Fondatore di Teslhub
Fonti e immagini: Tesla Italia, Tesla USA, aggiornamenti ufficiali Tesla su esterni, interni, propulsori e serbatoi e configurazioni. Verifica editoriale: 16 ottobre 2026. Copertina: immagine fornita, adattata al formato orizzontale con estensione dello sfondo.





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