Notizia del 18 aprile 2024, relativa alla campagna statunitense 24V-276. Recupero d’archivio preparato nell’ottobre 2026: il testo ricostruisce il richiamo dell’epoca, non lo stato di un singolo veicolo oggi.

Nei primi mesi di vita commerciale del Cybertruck, un componente molto meno appariscente della carrozzeria in acciaio richiese un intervento: il rivestimento del pedale dell’acceleratore. Nell’aprile 2024 Tesla avviò un richiamo negli Stati Uniti per evitare che potesse spostarsi e ostacolare il ritorno del pedale.

La vicenda merita spazio nella storia del pickup perché riguarda il passaggio da un progetto nuovo alla sua gestione sul campo. Per comprenderla, servono tre distinzioni: il difetto individuato, il perimetro dei veicoli interessati e il rimedio previsto. Mescolarli porta facilmente a titoli allarmistici o a conclusioni troppo rassicuranti.

Cybertruck: 3.878 veicoli nella campagna americana

La comunicazione del costruttore fu presentata il 17 aprile 2024; la conferma dell’autorità statunitense arrivò il giorno successivo. La campagna 24V-276 riguardava 3.878 Cybertruck model year 2024, prodotti dal 13 novembre 2023 al 4 aprile 2024. Il codice interno Tesla era SB-24-33-003.

Quel numero descrive la popolazione potenzialmente coinvolta nel richiamo, non un conteggio di incidenti o di pedali effettivamente bloccati. Anche l’intervallo produttivo ha un significato preciso: non indica che tutti i Cybertruck costruiti in qualsiasi momento condividano automaticamente la stessa condizione.

Un rivestimento che poteva spostarsi

Applicando una forza elevata, il rivestimento dell’acceleratore poteva staccarsi dalla posizione prevista e incastrarsi nella finitura interna sopra il pedale. Il rischio era un’accelerazione non intenzionale, con aumento della possibilità di collisione. La causa individuata comprendeva l’introduzione non approvata di un lubrificante, un sapone usato per agevolare l’assemblaggio, i cui residui riducevano la tenuta del rivestimento.

Nella ricostruzione tecnica, la pressione sul freno interrompeva la coppia motrice anche con entrambi i pedali premuti. Questo comportamento non eliminava però il difetto da correggere: un comando fondamentale deve funzionare correttamente, senza richiedere al conducente di compensare un’anomalia meccanica.

Una modifica fisica, non un aggiornamento da scaricare

Il rimedio prevedeva la riparazione o la sostituzione del gruppo acceleratore senza addebito al cliente. Il bollettino di assistenza descriveva il fissaggio del rivestimento con un rivetto oppure la sostituzione del gruppo, in funzione dell’intervento applicabile. Si trattava di un lavoro sul componente, non di una funzione attivabile dal display.

È una differenza utile anche per chi conosce Tesla soprattutto attraverso gli aggiornamenti via internet. Il software può cambiare molte funzioni dell’auto; la tenuta di un rivestimento sul pedale richiedeva invece una soluzione materiale. Il richiamo non era un invito a modificare autonomamente il gruppo acceleratore.

La data resta parte della notizia

Questa ricostruzione riguarda il provvedimento del 2024. Non permette di stabilire se una determinata vettura abbia ancora un intervento aperto, né se sia già stata corretta. Per questo servono l’identificativo del veicolo e i canali ufficiali Tesla o NHTSA: una fotografia dell’esterno o l’anno indicato in un annuncio non bastano.

Per noi, conservare anche questi episodi rende l’archivio più utile: accanto ai lanci trovano posto i problemi e le risposte tecniche. In una notizia su un richiamo, quale informazione cercate per prima: il perimetro dei veicoli, il difetto o la soluzione prevista?


Fonti: NHTSA, rapporto 24V-276 del 17 aprile 2024; NHTSA, conferma del richiamo del 18 aprile 2024; Tesla, bollettino SB-24-33-003.

Copertina: Cybertruck 2024, fotografia di repertorio del 27 luglio 2024 di Cutlass, Wikimedia Commons, CC0 1.0. Ritaglio e PNG originale Teslhub. La foto non identifica una vettura coinvolta nel richiamo e non mostra il componente difettoso.