Aggiornamento dell’8 novembre: un turno in più per gli ordini Cybertruck
Tesla vuole aumentare il ritmo della produzione prima della riconversione della linea. In un nuovo messaggio del 7 novembre, Elon Musk ha spiegato che gli ordini Cybertruck in attesa superano quanto l’azienda riuscirebbe a costruire prima dello smantellamento previsto intorno a giugno o luglio 2027, necessario per ampliare il Cybercab.
Per questo verrà aggiunto un turno di lavoro. L’obiettivo dichiarato è provare a completare gli ordini in tempo: non è una garanzia di consegna per ogni prenotazione, né l’annuncio di un rinvio della transizione produttiva. Musk non ha indicato quanti veicoli siano in attesa o di quanto aumenterà la capacità della linea.
Il Cybertruck si avvia verso la fine della produzione. Elon Musk ha annunciato che Tesla ridurrà progressivamente l’attività dedicata al pickup alla Gigafactory Texas intorno alla metà del 2027, liberando spazio per aumentare la produzione del Cybercab. Per uno dei modelli più riconoscibili del marchio si profila così una carriera industriale molto più breve di quanto lasciasse immaginare il clamore del debutto.
La decisione racconta anche qualcosa di più ampio. Dopo Model S e Model X, un altro progetto che ha definito l’immagine di Tesla lascia spazio a una nuova priorità: costruire i prodotti su cui l’azienda vuole fondare il proprio futuro nell’autonomia e nella robotica.
Il Texas cambia priorità: dal pickup al Cybercab
Il messaggio di Musk collega direttamente il ridimensionamento del Cybertruck alla necessità di far crescere il Cybercab. Non viene indicato un giorno preciso per l’ultimo esemplare: il riferimento è a una transizione intorno alla metà del prossimo anno. È quindi un piano industriale futuro, dal quale non si può ricavare una scadenza garantita per ordinare il pickup o per riceverlo.

La scelta di usare diversamente lo spazio già disponibile è significativa. Invece di mantenere invariata la gamma e aggiungere soltanto nuove linee, Tesla sta riallocando una parte delle proprie risorse produttive. Il Cybercab, concepito per il servizio Robotaxi, passa così davanti al pickup nella pianificazione dello stabilimento di Austin.

Il precedente di Model S e Model X
Qualcosa di simile è già successo a Fremont. Tesla ha dismesso le linee di Model S e Model X, preparando al loro posto la produzione di Optimus. Nel rapporto sul secondo trimestre 2026 l’azienda descriveva esplicitamente lo smantellamento delle linee delle due ammiraglie e l’installazione di quelle destinate al robot umanoide.
Le destinazioni sono diverse — Optimus in California, Cybercab in Texas — ma il filo che le unisce è ormai evidente. Tesla sta dando maggiore peso a prodotti pensati attorno all’intelligenza artificiale, all’autonomia e ai servizi, anche quando questo comporta rinunciare a modelli con un’identità fortissima. Non è ancora la misura del successo commerciale che questi progetti potranno ottenere: è però una scelta concreta su dove investire capacità industriale e lavoro.
Per chi ha seguito Tesla attraverso Model S, Model X e poi Cybertruck, il cambiamento può avere anche un peso emotivo. Sono veicoli che hanno reso il marchio riconoscibile ben oltre il mercato delle elettriche. Il passaggio di testimone suggerisce che l’azienda voglia essere giudicata sempre più per ciò che riuscirà a realizzare con guida autonoma e robotica, oltre che per le auto vendute ai privati.
Nuovi rincari negli USA e ordini Dual Motor in pausa
All’annuncio sul futuro produttivo si affianca un aggiornamento del listino statunitense. Il configuratore Tesla USA mostra il Dual Motor All-Wheel Drive a 82.490 dollari, il Premium All-Wheel Drive a 92.490 dollari e il Cyberbeast a 102.490 dollari.
Il dettaglio da tenere presente è proprio la versione Dual Motor: continua a comparire con un prezzo, ma il comando per sceglierla risulta disabilitato. La sua presenza nel listino non significa quindi che sia possibile effettuare un nuovo ordine. È una situazione distinta dal piano di chiusura della produzione e, da sola, non ne chiarisce il motivo.
Si tratta di importi e configurazioni del mercato statunitense: non sono prezzi per l’Italia e non vanno confrontati direttamente con un listino europeo comprensivo di IVA. Il confronto in tabella prende come riferimento il listino di agosto, dopo il precedente rincaro: l’aumento è di 7.500 dollari per Dual Motor e Premium AWD, mentre sul Cyberbeast è di 2.500 dollari. Il nuovo posizionamento della gamma si accompagna quindi a un’offerta più ristretta per i nuovi ordini.

Cosa cambia per chi possiede già un Cybertruck
La fine della produzione non coincide con la fine dell’assistenza. Wes Morrill ha chiarito che Tesla manterrà i ricambi e continuerà a supportare il veicolo attraverso il servizio di assistenza. È l’indicazione più importante per i proprietari, pur senza trasformarla in una promessa su tempi, disponibilità di ogni componente o condizioni non specificate.
Morrill ha anche descritto il Cybertruck come una piattaforma di sviluppo tecnologico la cui eredità prosegue nel Cybercab. La storia del pickup, quindi, non si esaurisce nel numero di anni trascorsi in produzione: parte del lavoro svolto sul progetto continua ad avere un ruolo nei programmi successivi.
Una stagione breve, un’eredità che rimane
Le prime consegne del Cybertruck sono avvenute il 30 novembre 2023, durante l’evento organizzato da Tesla ad Austin. Se il piano annunciato per metà 2027 verrà rispettato, la produzione per i clienti avrà coperto circa tre anni e mezzo: un periodo breve per un veicolo che ha attirato un’attenzione così grande.
È qui che la decisione diventa particolarmente interessante. Il Cybertruck non lascia spazio a un pickup dall’aspetto più tradizionale, ma a un prodotto costruito per un modo diverso di usare l’auto. Dopo la svolta di Fremont, quella del Texas rende più chiara la direzione scelta da Tesla. Restano da vedere i risultati, i tempi e la capacità di trasformare questa visione in servizi su larga scala; la priorità industriale, invece, è sempre meno ambigua.
Courtesy of Tesla, Inc.





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