Notizia del 22 giugno 2012. Recupero d’archivio preparato nell’ottobre 2026, con uno sguardo alla crescita fino alla fine del 2013.

Prima di diventare un nome familiare tra gli appassionati di auto elettriche, la Model S doveva superare il passaggio più concreto: arrivare ai clienti. Il 22 giugno 2012 iniziarono le consegne della Tesla Model S a Fremont, in California. Dopo la Roadster, Tesla si misurava con una berlina destinata a un impiego quotidiano più ampio.

Quel debutto conta anche oggi perché racconta un cambiamento di scala. Una sportiva può far conoscere una tecnologia; una berlina deve convincere chi cerca spazio, autonomia e praticità, oltre alle prestazioni. Per Tesla cominciava una prova industriale e commerciale diversa, da affrontare un’auto alla volta.

Model S: le prime consegne del 22 giugno 2012

I primi clienti ricevettero le vetture durante un evento su invito nella fabbrica Tesla. L’avvio arrivò circa un mese prima del calendario annunciato in precedenza. L’azienda aveva già raccolto oltre 10.000 prenotazioni nel mondo: un segnale d’interesse, che andava però trasformato in produzione e consegne.

È una distinzione utile in ogni lancio automobilistico. Le prenotazioni descrivono una domanda potenziale; le auto consegnate raccontano un prodotto realmente entrato nella vita dei proprietari. Il 22 giugno segnò l’inizio di questo secondo capitolo, senza cancellare le difficoltà della crescita successiva.

Una berlina progettata intorno alla propulsione elettrica

La Model S nasceva come elettrica, con la batteria collocata nel pavimento e spazio per i bagagli anche davanti. Per la versione con batteria da 85 kWh, l’autonomia dichiarata secondo il ciclo EPA a cinque prove era di 265 miglia, circa 426 chilometri.

Quel valore appartiene alla configurazione e al metodo di prova dell’epoca. Non è una promessa di percorrenza in qualunque condizione, né un dato WLTP da sovrapporre alle schede attuali. La differenza tra omologazione e uso reale rimane essenziale per leggere con criterio anche le notizie storiche.

Dagli obiettivi annunciati ai risultati effettivi

Al debutto Tesla puntava a costruire 5.000 vetture entro la fine del 2012 e 20.000 nel 2013. Gli obiettivi non coincidevano con un risultato già acquisito. Le consegne effettive del 2012 furono circa 2.650; nel 2013 salirono a 22.477.

Produzione e consegne sono indicatori diversi e non vanno scambiati in un confronto diretto. Accostare quei dati aiuta comunque a vedere la fase di crescita: il primo anno parziale richiese una messa a regime, mentre quello successivo portò un volume di vetture consegnate molto maggiore.

L’Europa arrivò dopo il debutto americano

Le prime consegne europee iniziarono nell’agosto 2013. L’evento californiano del giugno 2012 non rappresentava quindi una disponibilità contemporanea in tutti i mercati. Alla fine del 2013, le Model S consegnate complessivamente in Nord America ed Europa avevano superato quota 25.000.

Riguardando questa partenza, per noi il punto interessante è la trasformazione dell’elettrica da curiosità tecnologica a possibile auto di tutti i giorni. Quale aspetto della prima Model S vi sembra abbia lasciato l’eredità più forte: lo spazio, l’autonomia o il modo di ripensare la berlina?


Fonti: Tesla, annuncio delle prime consegne del 22 giugno 2012; Tesla, relazione annuale 2013: cronologia e consegne effettive.

Copertina: Model S della prima generazione, foto di repertorio del 26 settembre 2013 di Tokumeigakarinoaoshima, Wikimedia Commons, CC0 1.0. Ritaglio e PNG originale Teslhub. Non documenta l’evento di Fremont del 2012.