Ottobre 2014: Model S si evolve con la trazione integrale Dual Motor e l’hardware destinato alle prime funzioni Autopilot. Recupero d’archivio preparato nell’ottobre 2026, con il bilancio del 5 novembre 2014 e una nota sugli sviluppi software del 2015.

Un motore davanti e uno dietro: nell’autunno del 2014 la Model S compiva un passaggio destinato a lasciare il segno nella gamma Tesla. Con Dual Motor la berlina elettrica aggiungeva la trazione integrale, affidando a due unità la gestione della coppia sui due assi.

Nello stesso periodo arrivava anche l’hardware per le prime funzioni Autopilot. I due annunci appartenevano alla stessa fase di evoluzione, ma riguardavano sistemi diversi: uno muoveva la vettura, l’altro preparava il terreno per nuove forme di assistenza alla guida. Confonderli significa perdere una parte importante della storia.

Model S e la coppia controllata su due assi

Il gruppo propulsore Dual Motor usava due motori elettrici, con controllo digitale e indipendente della coppia alle ruote anteriori e posteriori. Era un’impostazione differente da quella di un’auto con un solo motore termico che distribuisce il movimento ai due assi attraverso una trasmissione meccanica.

Il significato non si esauriva nelle prestazioni in accelerazione. La gestione dei due motori faceva parte del lavoro su efficienza, autonomia e controllo della trazione. Questi obiettivi appartenevano allo sviluppo del sistema; non autorizzano a promettere un identico vantaggio in qualsiasi condizione o a descrivere la trazione integrale come una protezione assoluta dagli errori di guida.

L’Autopilot del 2014 non era già quello del 2015

Le vetture predisposte utilizzavano la prima generazione di hardware per l’assistenza: una telecamera anteriore, un radar e sensori a ultrasuoni. La presenza dei componenti era il punto di partenza. Le funzioni venivano poi introdotte progressivamente attraverso aggiornamenti software.

Nel 2015, con la versione 6.1, furono abilitate funzioni come il cruise control adattivo, l’avviso di collisione frontale e gli abbaglianti automatici. A marzo si aggiunsero la frenata automatica d’emergenza e il monitoraggio dell’angolo cieco. Nell’ottobre 2015 la versione 7.0 portò Autopilot, con il controllo assistito della velocità e il mantenimento della corsia tramite Autosteer, oltre a cambio corsia assistito e Autopark.

Questa sequenza distingue una predisposizione di fabbrica dalla disponibilità delle funzioni. Non è corretto raccontare l’annuncio dell’hardware del 2014 come se tutte queste capacità fossero già attive quel giorno. Autopilot rimaneva inoltre assistenza di livello 2: il conducente conservava la responsabilità del controllo della vettura.

Le novità avevano un costo in complessità

Il cambiamento riguardava anche Fremont. L’introduzione di Dual Motor e dell’hardware Autopilot si inseriva in un periodo di espansione della produzione e di aggiornamento delle linee. Nel novembre 2014 Tesla collegava la complessità dei lanci ai vincoli della crescita produttiva e indicava fra le azioni previste una semplificazione di opzioni e combinazioni dei gruppi propulsori.

Una presentazione e una produzione a regime erano quindi due passaggi distinti. L’interesse dei clienti per una nuova configurazione non eliminava il lavoro necessario per costruirla e consegnarla. Il debutto di Dual Motor è interessante anche per questo: mostra come un’evoluzione tecnica si traduca in una sfida industriale.

Riletta oggi, quella stagione contiene due percorsi che sarebbero diventati centrali per Tesla: più controllo attraverso i motori elettrici e funzioni che evolvono nel tempo via software. La Model S del 2014 li avvicinava nella stessa vettura, lasciando però ben distinta la trazione dall’assistenza alla guida.

Fonti e crediti

Copertina: Jeremy da Sydney / Wikimedia Commons, CC BY 2.0, 24 luglio 2016. Model S 85D del 2015, foto di repertorio successiva al lancio del 2014. Ritaglio e applicazione del PNG Teslhub originale integrale; la fotografia non implica approvazione editoriale da parte dell’autore.