Tesla punta al modello economico: una versione rivisitata delle attuali Model 3 e Model Y

modello economico Tesla: focus su una versione light

Negli ultimi mesi si erano moltiplicate le voci sull’arrivo di una Tesla dal prezzo più accessibile, un “modello economico” atteso entro la prima metà del 2025. Dopo la call sugli utili del 22 aprile abbiamo appreso che il progetto di un veicolo economico sarà posticipato di qualche mese e non sarà una piattaforma inedita, bensì una versione semplificata/rivistata di Model Y e/o di Model 3.

L’ipotesi “E41”

Il piano di Tesla sembrerebbe orientarsi verso una strategia più pragmatica: anziché lanciare un modello completamente nuovo (come il tanto chiacchierato “Model Q” o “Project Redwood”), l’azienda guidata da Elon Musk starebbe lavorando a una Model Y ridotta all’essenziale, internamente identificata come E41. Secondo il report, la produzione negli Stati Uniti inizierà nel 2025 ed il lancio è previsto nel 2026.

Nonostante il ritardo, Tesla punterebbe a volumi importanti: l’obiettivo dichiarato è di produrre circa 250.000 unità di questa nuova versione solo nel 2026. Un chiaro segnale di quanto il marchio creda in questa soluzione per conquistare nuove fasce di clientela, soprattutto in un contesto di crescente concorrenza (soprattutto in Cina) e con le vendite globali in leggero calo.

Anche Model 3 seguirà lo stesso approccio

Le novità non si fermano alla Model Y. Reuters segnala anche l’arrivo di una versione ultra-basica della Model 3, ancora più essenziale rispetto alla variante pensata per il mercato messicano. Questo confermerebbe un cambio di rotta da parte di Tesla: non più una nuova vettura da 25.000 dollari, ma un’ottimizzazione dei modelli esistenti per abbassarne il costo di produzione.

Le varianti più economiche della Model Y e Model 3 potrebbero infatti rientrare nei requisiti per ottenere l’incentivo federale statunitense per le auto elettriche, rendendo il prezzo finale più competitivo senza dover rivoluzionare le linee produttive.

Produzione globale e incertezze in Europa

Il rinvio dei piani potrebbe essere influenzato anche da fattori esterni, come l’aumento delle tensioni commerciali. Le prospettive di nuovi dazi su componenti e veicoli importati hanno spinto Tesla a rafforzare la filiera produttiva nordamericana, con l’obiettivo di limitare l’impatto dei costi. Una mossa che diventa ancora più importante considerando le difficoltà logistiche legate ad altri progetti, come il Cybercab e il Tesla Semi, che avrebbero subito rallentamenti proprio per via delle tariffe sui componenti cinesi.


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A presto!

Giorgio Rebecchi

Redattore

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