Veduta della fabbrica del 30 settembre 2023, successiva all’inaugurazione. Copertina derivata distribuita in CC BY-SA 4.0. MEHR8000, CC BY-SA 4.0. Immagine ritagliata e impaginata.
Recupero d’archivio redatto il 7 novembre 2026.
Il 22 marzo 2022 la Gigafactory Berlin-Brandenburg celebrò l’apertura della produzione a Grünheide, nel Brandeburgo. Per Tesla si apriva una nuova fase industriale in Europa: costruire automobili sul continente, oltre a venderle e consegnarle.
Una fabbrica europea per la Model Y
La Model Y era il veicolo al centro dell’avvio. La presenza del cancelliere Olaf Scholz e del ministro Robert Habeck sottolineava il rilievo dell’investimento per la regione e per la trasformazione dell’industria automobilistica tedesca.
L’apertura arrivava dopo un percorso autorizzativo distinto dalla cerimonia. Il 4 marzo il Land aveva comunicato il rilascio del provvedimento per la fabbrica, costruita attraverso autorizzazioni all’avvio anticipato dei lavori. Il taglio del nastro non riassumeva quindi da solo tutto il processo che aveva reso possibile partire.
Dall’inaugurazione al ritmo industriale
Con un impianto più vicino ai clienti europei, Tesla aggiungeva un tassello alla propria rete produttiva internazionale. Questo non significava che ogni configurazione fosse già disponibile localmente, né che l’inaugurazione garantisse da subito i volumi previsti a regime.
Il lavoro successivo riguardava la crescita della produzione, l’organizzazione delle forniture e la continuità delle consegne. È questa distanza fra l’avvio e la piena operatività a rendere interessante il passaggio di Grünheide: una fabbrica conta non soltanto quando apre, ma quando riesce a trasformare capacità installata in automobili costruite con regolarità.





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