Dopo quasi due anni dalla presentazione ufficiale, il Tesla Cybercab (alias Robotaxi) è finalmente entrato in servizio. Tesla ha iniziato a offrire le prime corse a pagamento ad Austin, in Texas, segnando il debutto pubblico del robotaxi completamente autonomo, progettato senza volante e pedali.
Il debutto, tuttavia, è stato decisamente più discreto rispetto alle aspettative. Tesla non ha organizzato una diretta streaming pubblica dell’evento, suscitando qualche perplessità tra gli appassionati che attendevano di seguire il lancio.
Prime corse cybercab a pagamento ad Austin

Il Cybercab ha iniziato a trasportare passeggeri paganti per la prima volta al di fuori delle precedenti dimostrazioni con dipendenti o tester invitati. Le prime testimonianze parlano di un comportamento particolarmente fluido del sistema Full Self-Driving, che sul Cybercab utilizza una versione più avanzata rispetto a quella presente su Model 3, Model Y e Cybertruck. Il servizio opera nella stessa area geofenced già utilizzata dal servizio robotaxi basato su Model Y.
Per ora, però, i numeri sono ancora molto lontani dalla rivoluzione su larga scala immaginata da Tesla. Al 3 settembre risultavano soltanto 45 Cybercab autorizzati per l’utilizzo commerciale in Texas, mentre il servizio rimane confinato ad Austin. Nel 2024 Elon Musk aveva parlato di produzione in volume entro il 2027, mentre oggi il progetto è ancora nella sua prima fase operativa.
Spazio e tecnologia a bordo




Tesla ha pubblicato anche diversi dettagli sulle caratteristiche del veicolo. Il Cybercab offre 110 cm di spazio per le gambe e un bagagliaio da circa 572 litri, con una capacità di carico fino a circa 100 kg. Sul fronte della sicurezza troviamo nove telecamere per monitorare esterno e abitacolo e un radar integrato nel tetto, capace di riconoscere se un sedile è vuoto, occupato da un adulto oppure da un seggiolino per bambini. Il sistema può così gestire automaticamente gli airbag.
Le portiere mantengono inoltre degli sganci meccanici utilizzabili anche senza alimentazione elettrica. L’abitacolo dispone di climatizzazione indipendente per i due posti, porte USB-C e un’interfaccia basata su Unreal Engine. Tesla afferma inoltre che i dati degli account multimediali personali vengono cancellati al termine della corsa.
Quanto costerà il Cybercab?

Rimane ancora senza risposta una delle domande più importanti, il prezzo. Il famoso “costo inferiore ai 30.000 dollari” deriva dalle dichiarazioni di Elon Musk del 2024, ma Tesla non ha ancora comunicato un prezzo ufficiale per il Cybercab.
Anche la produzione sarà cruciale. Tesla sta utilizzando per il Cybercab il nuovo processo produttivo “unboxed” basato sull’assemblaggio parallelo di grandi moduli. Secondo il responsabile dell’ingegneria del prodotto, questo approccio avrebbe permesso di ridurre del 50% le dimensioni della linea produttiva aumentando al contempo la capacità.
Quando potrebbe arrivare in Europa?

Per gli automobilisti italiani ed europei, il Cybercab rimane ancora lontano. Il robotaxi non è arrivato né in Italia né nel resto d’Europa. Il debutto di Austin riguarda esclusivamente il mercato statunitense e un’area operativa geograficamente delimitata. La principale barriera europea è rappresentata dalle limitazioni normative sulla guida autonoma, particolarmente rilevanti per un veicolo privo di volante e pedali. Prima che il Cybercab possa operare sulle strade italiane sarà quindi necessario un quadro normativo che consenta questo livello di automazione.
Il debutto di Austin rappresenta comunque un passaggio storico: per la prima volta il Cybercab sta effettuando corse commerciali con passeggeri reali. La vera sfida per Tesla, ora, sarà trasformare questo primo esperimento in una rete di robotaxi realmente su larga scala.
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Giorgio Rebecchi
Redattore













