Courtesy of Tesla, Inc.

Per chi aspetta la guida assistita Tesla in Italia, il comunicato pubblicato oggi dall’autorità olandese RDW è una notizia da leggere con attenzione. Le modifiche al sistema sono state approvate e riguardano aspetti concreti dell’esperienza al volante: il margine di velocità, le impostazioni all’avvio e il nome che comparirà nell’auto. Il percorso per estendere l’autorizzazione a tutta l’Unione europea, però, resta aperto.

È proprio qui che si gioca il significato dell’annuncio del 3 novembre 2026. Tesla può procedere con le modifiche valutate da RDW nell’ambito dell’omologazione esistente. Per il proprietario italiano non è ancora la comunicazione di una data di attivazione, ma un aggiornamento importante sul sistema e sulle condizioni con cui viene autorizzato.

Cosa ha approvato RDW

La valutazione nasce da una richiesta di Tesla, che ha sottoposto all’autorità alcune modifiche al proprio sistema FSD Supervised, indicato ora come Tesla Assisted Driving, o TAD. RDW le ha esaminate e integrate nell’approvazione già concessa, senza cambiare le condizioni o l’ambito d’uso dell’omologazione.

Durante la verifica, l’autorità ha controllato sia l’implementazione delle modifiche sia il comportamento dell’auto. Non sono stati rilevati effetti negativi o indesiderati sul funzionamento del sistema e sulla condotta del veicolo. Questa valutazione riguarda gli interventi esaminati: non va trasformata in una promessa che l’assistenza possa affrontare ogni situazione senza errori o senza interventi del conducente.

Il risultato è quindi la continuità dell’approvazione esistente, con le modifiche descritte nel comunicato. Non si tratta di una nuova autorizzazione che, da sola, allarghi il servizio a tutti i Paesi europei.

Il margine di velocità passa dal +50% al +10%

La modifica più evidente riguarda il margine percentuale che il conducente può impostare rispetto al limite di velocità applicabile. Il valore massimo scende dal +50% al +10%. RDW descrive questo margine come la possibilità per il sistema di discostarsi dal limite quando necessario per la sicurezza e la fluidità del traffico.

Per capire la differenza fra i due valori, su un limite di 100 km/h il 10% corrisponde matematicamente a 10 km/h, mentre il 50% equivale a 50 km/h. È un esempio di calcolo del margine, non l’indicazione della velocità che l’auto terrà su quella strada: il comportamento effettivo dipende dal sistema e dalle condizioni di guida.

Soprattutto, il parametro software non va interpretato come una tolleranza concessa dalle autorità o come un’autorizzazione a superare i limiti. La responsabilità di rispettare le regole della strada rimane di chi guida. È una distinzione utile perché, letto fuori contesto, quel “+10%” rischia di diventare il messaggio principale della notizia, oscurando il funzionamento e i limiti dell’assistenza.

A ogni avvio si riparte dallo zero

Il nuovo tetto percentuale non è l’unico intervento sulla velocità. A ogni avvio dell’auto, il margine tornerà allo 0%. Un valore positivo scelto in precedenza non resterà quindi impostato automaticamente anche per il viaggio successivo.

RDW precisa inoltre che altre funzioni legate alla velocità saranno disattivate per impostazione predefinita. Nel comunicato non viene pubblicato un elenco dettagliato di queste funzioni: attribuire oggi la modifica a specifici comandi o modalità del menu andrebbe oltre quanto è stato annunciato.

Per chi utilizza il sistema, il punto pratico sarà conoscere le impostazioni effettivamente disponibili dopo l’aggiornamento e controllarle all’inizio del viaggio. Il ritorno allo zero è una condizione di avvio; non sostituisce l’attenzione necessaria durante il percorso.

Tesla Assisted Driving arriva sul display e nel manuale

Il nuovo nome comparirà sullo schermo dell’auto, nel manuale e nelle altre informazioni rivolte al conducente. L’aggiornamento porta quindi la denominazione Tesla Assisted Driving dentro l’esperienza d’uso, oltre le discussioni e gli annunci sul cambio di nome.

Su questo punto RDW è esplicita: il cambio di nome non modifica il funzionamento del sistema. Resta un’assistenza alla guida, con il conducente responsabile. La nuova denominazione non introduce una modalità autonoma e non permette di affidare all’auto la responsabilità del viaggio.

È una precisazione che conta anche quando si guardano video sui social. Un’auto che esegue molte manovre con l’assistenza attiva può dare l’impressione di fare tutto da sola; il ruolo della persona al volante resta invece parte essenziale delle condizioni d’uso.

Quali auto sono interessate e come arriverà l’aggiornamento

Il perimetro indicato comprende i modelli Tesla dotati di Tesla Assisted Driving con hardware HW4 o successivo. Le modifiche arriveranno attraverso un aggiornamento software over the air, quindi distribuito a distanza da Tesla.

Il comunicato non indica un numero di versione, una data unica di rilascio o un calendario per ciascun Paese. L’approvazione delle modifiche e la loro distribuzione sulle auto sono passaggi distinti: non è corretto dedurre che tutte le vetture interessate abbiano già ricevuto il software.

Anche il requisito hardware va letto nel contesto del sistema e dei mercati autorizzati. Avere HW4 non significa, da solo, poter attivare oggi in Italia tutte le funzioni descritte. Allo stesso modo, da questo annuncio non si possono ricavare promesse di rilascio o di aggiornamento hardware per le vetture con HW3.

Perché l’iter europeo resta decisivo per l’Italia

RDW comunica di avere informato i Paesi che hanno accettato l’omologazione: Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia e Slovenia. L’Italia non compare in questo elenco.

Nel frattempo, il procedimento per l’approvazione in tutta l’Unione europea prosegue all’interno del TCMV, il comitato tecnico europeo sui veicoli a motore. RDW specifica che le informazioni condivise e le discussioni in quella sede sono riservate e non ne commenta il contenuto.

Questo lascia uno spazio preciso fra ciò che sappiamo e ciò che resta da attendere. Sappiamo che le modifiche hanno superato la valutazione olandese e che l’omologazione esistente rimane valida. Non abbiamo, da questo comunicato, un esito definitivo del percorso europeo o una data per l’attivazione in Italia. Neppure le interpretazioni più ottimistiche circolate su X possono sostituire un annuncio ufficiale su questi passaggi.

Il tema si collega al sostegno politico italiano di cui abbiamo parlato nell’articolo su Salvini, Musk e Tesla Assisted Driving. Sostegno politico, approvazione tecnica e disponibilità sulle auto sono però livelli diversi: seguirli separatamente aiuta a capire a che punto siamo davvero.

La responsabilità resta al conducente

In tutto questo percorso, la supervisione resta il punto fermo. Tesla Assisted Driving supporta la persona al volante, che deve continuare a seguire la strada ed essere pronta a intervenire. L’approvazione di queste modifiche non cambia quel rapporto fra assistenza e conducente.

Per chi aspetta il sistema in Italia, i prossimi elementi da cercare saranno quindi un passaggio ufficiale sull’autorizzazione e le indicazioni Tesla per il rilascio nel nostro mercato. L’annuncio di oggi chiarisce come cambieranno alcune impostazioni sulle auto interessate; i tempi italiani restano una domanda aperta.