Nei cataloghi ufficiali Tesla iniziano a comparire indizi interessanti su una possibile nuova evoluzione dell’hardware per la guida autonoma. Secondo recenti scoperte nel Tesla Electronic Parts Catalog, l’azienda starebbe preparando, o avrebbe già iniziato a utilizzare, una nuova versione del computer FSD: Hardware 4.5.
Il nome potrebbe far pensare a una semplice revisione minore, simile a quanto visto in passato con HW4.1. In realtà, dietro questa sigla potrebbe nascondersi un salto tecnico più rilevante del previsto.
La scoperta nel catalogo ricambi
A individuare il nuovo componente è stato Todd deReGo, osservatore attento dell’ecosistema Tesla, che ha trovato una voce esplicita nel catalogo elettronico ufficiale:
CAR COMPUTER – LEFT HAND DRIVE – PROVISIONED – HARDWARE 4.5
Part number: 2261336-S2-A
Prezzo: 2.300 dollari
L’elemento più intrigante arriva da Green, noto hacker e analista del firmware Tesla. Pur non avendo ancora esaminato fisicamente il nuovo computer, Green ha fatto notare che da tempo nei firmware Tesla compaiono riferimenti a una possibile architettura a 3 SoC. Finora, sia HW3 sia HW4 hanno utilizzato un’architettura dual-SoC, con due chip identici che elaborano in parallelo la stessa scena per garantire ridondanza e sicurezza. L’eventuale passaggio a tre System-on-Chip cambierebbe parecchio le carte in tavola.

Perché tre chip invece di due?
Tesla non ha ancora spiegato ufficialmente come verrebbe utilizzato il terzo chip, ma le ipotesi sono diverse e tutte interessanti. La più immediata riguarda la potenza di calcolo pura. I modelli di guida autonoma, soprattutto con l’arrivo di FSD v14 e delle future versioni, stanno crescendo rapidamente in dimensioni e complessità. Più parametri significano più memoria e più capacità di inferenza: un terzo SoC permetterebbe di distribuire il carico e far girare reti neurali più avanzate, che oggi mettono sotto stress l’attuale HW4.
C’è poi un tema di affidabilità decisionale: in un sistema a due chip, se le elaborazioni divergono, l’auto può trovarsi costretta a disinserire il sistema e chiedere l’intervento del conducente. Con tre chip, Tesla potrebbe implementare una vera Triple Modular Redundancy: se un chip “vede” un ostacolo inesistente ma gli altri due concordano, il sistema può votare e continuare a guidare senza interruzioni inutili.
Infine, c’è uno scenario ancora più ambizioso. Il terzo SoC potrebbe essere utilizzato per far girare in background una versione sperimentale di FSD in Shadow Mode, mentre i due chip principali continuano a gestire la guida reale. In questo modo Tesla potrebbe testare software di nuova generazione su milioni di auto, raccogliendo dati reali senza alcun rischio per la sicurezza.
Hardware 4.5 come ponte verso AI5
Tesla ha già confermato che AI5, il chip di nuova generazione per FSD, entrerà in produzione nella seconda metà del 2026, con volumi significativi solo nel 2027. Considerando quanto rapidamente il software stia evolvendo, è plausibile che l’azienda abbia bisogno di più potenza già oggi. In quest’ottica, Hardware 4.5 potrebbe rappresentare un ponte tecnologico, ovvero un aggiornamento incrementale.
Non a caso, Tesla sta pianificando di avviare la produzione dei Cybercab già nel 2025, equipaggiandoli con hardware AI4. Resta da capire se queste vetture saranno in futuro aggiornabili ad AI5 o se HW4.5 possa essere una soluzione intermedia anche per questo tipo di veicoli.
AI5, potenza da data center in un’auto
Per la prima volta, Elon Musk ha anche fornito un confronto diretto sulle prestazioni di AI5. Secondo Tesla, un singolo SoC AI5 avrebbe capacità di inferenza paragonabili a una NVIDIA H100, un chip da data center da circa 30.000 dollari e 700 watt di consumo. Una configurazione dual AI5 arriverebbe a livelli simili ai nuovi NVIDIA B100 e B200 Blackwell. La differenza è che tutto questo, nel caso Tesla, starebbe dietro al cassetto portaoggetti, alimentato dalla batteria dell’auto e con costi e consumi enormemente inferiori rispetto a un server tradizionale.

Cosa aspettarsi ora
Al momento, Hardware 4.5 resta un indizio concreto ma non ancora ufficialmente annunciato. Tuttavia, la sua comparsa nei cataloghi Tesla suggerisce che qualcosa si stia muovendo davvero. Se confermata l’architettura a 3 chip, potrebbe trattarsi di uno degli aggiornamenti hardware più importanti degli ultimi anni per la guida autonoma Tesla. Un passo intermedio, forse poco appariscente nel nome, ma potenzialmente cruciale in attesa dell’arrivo di AI5.
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Giorgio Rebecchi
Redattore













