Connettori fotografati nel dicembre 2018: Type 2 a sinistra, connettore Tesla nordamericano a destra. Paul Sladen, CC0. Immagine ritagliata e impaginata.

Recupero d’archivio redatto il 7 novembre 2026.

L’11 novembre 2022 Tesla invitò costruttori di automobili e operatori delle reti di ricarica a utilizzare il proprio connettore e la relativa presa. Il progetto veniva aperto con il nome NACS, puntando a farne un’interfaccia condivisa in Nord America.

Aprire un’interfaccia già utilizzata

Il connettore riuniva ricarica in corrente alternata e continua nello stesso formato. Tesla rendeva disponibili disegni e specifiche, proponendo ad altri produttori di adottare una soluzione già impiegata dai propri veicoli e dalle proprie infrastrutture.

L’annuncio riguardava l’interfaccia di ricarica. Non significava che qualsiasi auto potesse usare immediatamente ogni Supercharger: compatibilità del veicolo, comunicazione con la stazione e accesso alla rete restavano aspetti distinti.

La proposta e il lavoro ancora da fare

Nel comunicato del 2022 Tesla parlava di un confronto in corso con gli organismi competenti per arrivare a uno standard pubblico. Non presentava quel processo come già concluso.

Il senso della scelta era ridurre la distanza fra un sistema proprietario e una soluzione adottabile dall’industria. Per gli utenti nordamericani, la prospettiva interessante era una maggiore interoperabilità; l’apertura dei disegni rappresentava un primo passo, da distinguere dall’effettiva disponibilità dei servizi e dagli accordi che sarebbero stati necessari.